Sun

30/04/26

Il ritorno dei dettagli

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La progettazione grafica è strettamente collegata all'industria, questo è ovvio ed innegabile. I packaging vengono progettati per prodotti in vendita, i loghi sono per aziende, start-up o liberi professionisti, si progetta in funzione della commerciabilità, e mentre questo di per sé non sia necessariamente sbagliato, ha sicuramente valorizzato e promosso uno stile diventato pilastro di questa disciplina: il minimalismo. Quando ci sono pochi colori una grafica è più facile da riprodurre in serie, come un logo privo di dettagli è facile da applicare a varie superfici, questo agevola le aziende e aumenta le vendite, favorendo la produzione. La razionalizzazione del segno porta con se grandi vantaggi: comunicazione accessibile, comprensibile e funzionale all'obiettivo; ottimizzazione della scalabilità ed applicazione su vari supporti di loghi ed identità visive, design ergonomici ed eleganti. Tendiamo però ad ignorare quelli che sono invece gli svantaggi, come l'appiattimento della comunicazione delle aziende e la loro relativa perdita di personalità e caratterizzazione.
Per essere schietto: stiamo togliendo, semplificando, minimalizzando al massimo, e poi cosa rimane?


Quello che ultimamente sto notando però è un cambio di rotta evidente: Le aziende d'alta moda collaborano con artisti ed animatori per produrre grafiche ultra dettagliate uniche, mentre i più giovani freelancer inseguono il caotico stile Y2K degli inizi del 2000 nei loro progetti personali. Apprezzo molto questo coraggio nel provare strade diverse, non è ripudio del minimalismo, ma volontà di cercare un'alternativa. È dalla sperimentazione di nuovi stili e tecniche che nascono idee uniche, perché limitarsi nel togliere dettagli ed elementi "superflui"? Secondo chi sono superflui? Non sono forse le pieghe dei drappegi dei santi, nel Giudizio Universale di Michelangelo, elementi fondamentali per ottenere realismo e dinamicità nell'opera?
Pensa alle numerosissime linee che contraddistinguono un dipinto di Van Gogh o la rappresentazione degli invitati delle Nozze di Cana di Veronese. "Mattia ma questa è arte, non è grafica!!!" Potreste dirmi, cari lettori, e non avresti tutti i torti, ma vorrei far capire che sto facendo un esempio nel dimostare che la bellezza è sia nel poco, nel razionale, nel minimale, che nel tutto, nella pienezza, in quei dettagli che non vedi, ma ci sono e fanno la differenza.


Grazie per l'attenzione :) A giovedì per un nuovo articolo